Impugnatura della Matita

Per una scrittura fluida, naturale e senza fatica

bambino impugna una matita

Uno degli elementi fondamentali dello sviluppo grafomotorio per i bambini è l’impugnatura della penna, la quale ha molte implicazioni nella capacità motoria fine ed è altrettanto cruciale nel momento in cui affronteranno attività manuali ordinarie giornaliere. Se un bambino comincia a tenere correttamente una matita, una penna o un pennarello, in ultima analisi, avremmo creato le premesse per una scrittura fluida e ordinata nonché priva di disagio e frustrazione.

Nell’ambito delle scuole dell’infanzia ed elementari ancora oggi l’attenzione non si concentra sul corretto sviluppo grafo motorio. L’insegnante si preoccupa che i bambini producano lettere leggibili, scrivano tratti ben definiti e veloci. Si omette che proprio definire la presa dello strumento di scrittura del bambino è vero punto di partenza. Una presa che non è corretta, consolidata a lungo nel tempo, contribuirà ad influire negativamente su tutta la scrittura: in questo modo non solo si avrà una grafia poco chiara, cosa ancora peggiore, sarà anche fastidioso scrivere, e ciò genererà frustrazione.

 

Per molti professionisti nel campo dell’educazione e per molti esperti in grafo-terapia un’impugnatura corretta promuove la coordinazione viso-motoria, migliorando in tal modo la precisione e la libertà del bambino per l’apprendimento scolastico e vita quotidiana. Scrivere, colorare, ritagliare e disegnare sono tutte attività neuro-motorie.

Un’impugnatura efficace può anche: ridurre l’affaticamento muscolare quando si è scritto a lungo; ottenere la giusta pressione sul foglio in modo che non sia né troppo forte né troppo debole; consentirne postura corretta senza dolore al polso, alla spalla né alla schiena; tutto ciò rende la scrittura più regolare e uniforme.

Al contrario, se si tiene la matita in modo scorretto, per esempio con le dita rigide, o con il pollice che preme troppo fortemente sull’impugnatura, il bambino si stanca più facilmente, scrive più lentamente, e talvolta mostra avversione per attività grafiche oppure lacune attentive. In questi casi un precoce intervento per correggere un’impugnatura non corretta può evitare problemi futuri di scrittura o di coordinazione motoria.

Questa guida sull’impugnatura della matita nasce dal desiderio di accompagnare genitori, educatori e insegnanti nella scoperta di tutto quello che riguarda il corretto modo di tenere in mano lo strumento scrivente: dalla comparsa dei primi tratti pre-grafici, attraverso accorgimenti pratici per favorire la presa a pinza dinamica sino ai metodi più efficaci di correggere abitudini errate.

L’obiettivo non è solo “insegnare a scrivere bene”, ma aiutare i bambini a fare della scrittura e del disegno un’esperienza piacevole, libera e naturale. Si cerca di sostenere la loro ricerca motoria, cognitiva e affettiva in ogni fase di crescita.

Cos’è l’impugnatura a pinza e perché è importante

Impugnatura a pinza

La presa a pinza, più precisamente chiamata “presa dinamica a pinza“, rappresenta il metodo più funzionale e corretto per tenere in mano una matita o penna. È la conclusione di un ampio processo di sviluppo motorio che inizia nei primi anni di vita e culmina con l’istruzione obbligatoria.

Nella presa a pinza dinamica, pollice, indice e medio si muovono insieme: la matita è tenuta fra l’indice e il pollice, mentre il medio sotto la sostiene, dandogli equilibrio. Il Polso ancora sollevato dal foglio, con esso è svolto un movimento scorrevole e controllato mentre avambraccio è confortevolmente appoggiato sul tavolo, facendo naturale supporto durante ogni attività grafica che svolge.

Questo tipo di presa permette al bambino di maneggiare la matita con agilità, usando soprattutto le dita invece che tutta la mano. In verità è proprio questa libertà di movimento che favorisce una scrittura più omogenea, precisa e meno faticosa: gesti grafici piccoli e controllati, anziché movimenti dell’intero braccio o spalla.

 

Perché la corretta impugnatura della penna è tanto importante? Non solo per motivi estetici. É una delle principali tappe nello sviluppo della motricità fine e della coordinazione visuo-motoria.

Attraverso la presa a pinza, un bambino impara anche a regolare la forza e a dirigere con precisione i suoi movimenti. Ciò che sono abilità indispensabili non solo per la scrittura ma anche per molte attività quotidiane: annodarsi le scarpe, tagliare con le forbici, o colorare con precisione, usare le posate.

Una presa corretta porta ad una scrittura indubbiamente omogenea, leggibile e perfettamente regolare sotto il rispetto della spazialità. Se è giusta anche la postura del corpo, evitando inclinazioni sbagliate di spalle, collo e schiena, equivale a minore sforzo per i muscoli e maggior libertà respiratoria.

Anche una maggiore capacità di concentrazione, in quanto il bambino non è più tenuto a sforzarsi per mantenerle la presa.

Un altro aspetto da considerare per l’educazione viso-motoria è che una impugnatura sbagliata può avere conseguenze non trascurabili:

  • stanchezza precoce delle mani e del polso.
  • dolori muscolari e tensioni articolari.
  • scrittura scomposta o difficilmente leggibile.
  • difficoltà di concentrazione e fastidio durante l’attività di scrittura.
  • visone monuculare, anziché binoculare.

 

Spesso tali difficoltà sorgono dal fatto che l’impugnatura sbagliata si consolida troppo presto: il bambino, non avendo ricevuto una guida giusta, sviluppa da sé un modo di tenere la matita che una volta consolidata diventa molto difficile da cambiare. Per questa ragione, l’Osservazione e correzione precoce sono fondamentali già all’asilo.

Vediamo brevemente l’evoluzione della scrittura nel tempo.

In particolare lo sviluppo dell’impugnatura procede per gradi e segue lo sviluppo motorio del bambino.

 

Da 12 a 24 mesi, prevale la presa palmare, in cui la matita o il pastello vengono afferrati con tutta la mano, con movimenti ampi del braccio. A 10 mesi la fase in cui il bambino sperimenta il piacere nel tracciare un segno, senza il controllo della motricità fine.

Tra i 2 e 3 anni, emerge la presa digitale fissa: le dita iniziano a prendere il posto del palmo, ma i movimenti non sono armonici e c’è ancora scarso controllo.

Da 4 a 5 anni, a mano a mano che si acquista esperienza e maturano i muscoli intrinseci della mano, si stabilisce la presa a pinza dinamica, la mano in cui le dita agiscono indipendentemente ed armoniosamente.

Verso i 5-6 anni, questa tipologia di presa tende a stabilizzarsi e si automatizza, indicando così il passaggio alla scrittura strutturata della scuola primaria.

 

Non va dimenticato che ogni bambino ha i suoi tempi: alcuni raggiungono rapidamente una presa corretta, altri necessitano di un periodo di esercizio e di giochi mirati per lo sviluppo muscolare e coordinamento più lunghi. Proprio come i muscoli devono essere esercitati dall’atleta per una corretta performance, anche il bambino ha bisogno di tempo, di pratica e di strumenti adatti per sviluppare un’impugnatura funzionale. Un’educazione attenta e paziente, supportata da matite ergonomiche, attività pre-grafiche e guida dei grandi. Tutto ciò può fare la differenza tra una scrittura vissuta come un piacere e una scrittura faticosa.

Tipi di impugnatura scorretta

Impugnatura scorretta

Va detto che molti bambini, specialmente durante la fase della scuola materna, utilizzano abitudini scorrette di presa: ovvero tenendo la matita nel modo sbagliato e quindi poco efficace. Queste abitudini non dipendono necessariamente da pigrizia o disattenzione, ma spesso sono il risultato di un mancato insegnamento della presa da parte dell’adulto, considerandolo come una abilità spontanea. Conseguentemente a ciò non presta attenzione alle fasi di apprendimento  e spesse volte fornisce al bambino strumenti grafici inadatti per lo sviluppo della competenza.

Durante le loro prime esperienze di scrittura o disegno, i bambini cominciano a adattare la propria mano agli oggetti che hanno a disposizione. Se devono prendere in mano una matita troppo lunga, troppo sottile o troppo liscia, può accadere che risulti difficile tenerla con precisione. Nelle sue attività giornaliere, quindi, si può sviluppare un’impugnatura impropria e che nel tempo si consolida.

Cerchiamo quindi di vedere quali sono le principali impugnature scorrette e le loro caratteristiche:

Impugnatura a pugno

È frequente nei bambini piccolissimi, che ancora non hanno sviluppato la coordinazione fine necessaria per separare i movimenti delle dita dal movimento del braccio. In questo modo stringono la matita con tutta la mano, facendo sì che il pollice avvolga le altre dita o viceversa.

I movimenti per scrivere o disegnare vengono condotti dal braccio o dalla spalla, non invece dalle dita e ciò limita la precisione e la fluidità. Il polso è soggetto a stanchezza e contratture muscolari, rendendo difficile la scrittura.

Impugnatura a morso

In questa presa, il bambino tende a piegare il pollice sopra l’indice, come se volesse “bloccare” la matita. Questo crea una tensione eccessiva nella mano e nel polso, limitando il movimento naturale delle dita.
Il tratto grafico risulta spesso rigido e discontinuo, e il bambino può lamentare dolore o crampi dopo poco tempo. Questa impugnatura è particolarmente difficile da correggere, poiché la sensazione di “controllo” data dal pollice sopra la matita viene percepita come rassicurante.

Pollice in avanti

Tale impugnatura e una di quelle scorrette più frequenti nei bambini della scuola dell’infanzia. Il pollice si sposta in avanti, coprendo parzialmente la matita e ostacolando i movimenti fini.
A prima vista può sembrare una presa quasi corretta, ma in realtà impedisce alle dita di lavorare in modo coordinato e flessibile. Il bambino tende a scrivere con movimenti rigidi, e la mano si affatica facilmente. In alcuni casi, questa posizione può anche influire sulla postura del polso, che si piega troppo, generando fastidi o dolori nel tempo.

Impugnatura con dita rigide

In questa variante, il bambino tiene la matita con una posizione apparentemente corretta, ma le dita sono rigide e bloccate. Manca la morbidezza e la rotazione necessaria per gestire il tratto grafico.
Questo tipo di impugnatura è spesso associato a insicurezza motoria o a una scarsa consapevolezza del corpo: il bambino teme di “perdere il controllo” della matita e quindi irrigidisce la mano. Di conseguenza, il gesto diventa pesante, il tratto grafico irregolare e la scrittura lenta.

Una volta che queste prese si automatizzano, modificarle diventa molto difficile. Il cervello, infatti, memorizza la modalità di presa come un’abitudine motoria stabile: più il bambino cresce, più questa si consolida, rendendo faticoso introdurre un nuovo schema.

Per questo motivo è fondamentale intervenire in età prescolare, quando la coordinazione e la muscolatura del bambino iniziano a prendere forma. La scuola dell’infanzia rappresenta un periodo critico: il bambino qui inizia a disegnare, a colorare ed a scrivere le prime forme, quindi è il momento ideale per osservare attentamente la sua presa e correggerla.

L’intervento precoce non deve essere rigido, ma al contrario può benissimo svilupparsi in un gioco leggero integrato. Dove la terapia cognitiva attraverso attività mirate, esercizi di pregrafismo e l’uso di matite a impugnatura facilitata o ergonomica, si può aiutare il bambino a sviluppare un gesto grafico più libero, naturale e omogeneo, evitando che l’impugnatura scorretta si trasformi in una difficoltà persistente negli anni successivi.

Come insegnare la corretta impugnatura della matita

Consigli pratici e giochi

Insegnare ad i bambini la corretta impugnatura a tenaglia non deve essere un compito rigido o poco interessante, invece può diventare un momento di gioco, scoperta e divertimento condiviso tra adulto e bambino.

I bambini apprendono meglio con l’esperienza diretta e il gioco simbolico, ecco quindi perché le attività coinvolgenti manuali sono un ottimo punto di partenza per potenziare la motricità fine e insegnare la corretta impugnatura. Alcune attività efficaci e semplici da fare a casa o a scuola sono le seguenti:

  • Pizzicare piccoli oggetti: utilizzare mollette, perline, bottoni o semi colorati, ecc… Per aiutare a rinforzare i muscoli del pollice e dell’indice. Il bambino può divertirsi a trasferirli da un contenitore all’altro oppure a creare piccoli disegni o lettere con essi.
  • Usare pinzette o bacchette: incoraggia una naturale presa a pinza e favorisce anche lo sviluppo della coordinazione occhio-mano. L’attività può diventare divertente, ad esempio spostando piccoli pupazzetti da una scatola o raccogliendo pon-pon colorati sparsi qua e là.
  • Disegnare o dipingere con pastelli corti e grossi: strumenti più corti costringono il bambino a tenerli tra le dita invece che nel palmo, aiutando così a mantenere la corretta posizione delle dita. I pastelli triangolari e le matite jumbo sono perfetti per questa fase.
  • Teatrino di burattini da dito o giochi simili: stimola non solo la destrezza, ma anche la forza e la separazione delle dita. L’obiettivo è rendere il movimento della mano sempre più preciso e controllato, senza stress o correzioni forzate. Non si tratta di “aggiustare” la mano del bambino, ma di guidarlo con pazienza, mostrandogli modi creativi e manipolativi di giocare nella vita quotidiana.

Altri esercizi per la motricità fine

Bambino allaccia scarpe

La manualità è fondamentale affinché un bambino impugni correttamente la penna. Prima di iniziare a scrivere, egli dev’essere in grado di coordinare l’azione delle dita a quella della vista, usare la giusta forza, e controllare le dita singolarmente. Ecco perché molte attività quotidiane appartengono al dominio di allenamento grafo-motorio:

Allacciare scarpe e allacciare bottoni rinforza la coordinazione dell’azione bimanuale e la precisione del gesto.

Usare le forbici il movimento alternativo di apertura e chiusura delle lame rafforza i muscoli interni della mano ed aumenta il controllo sulle dita.

Lavorare la pasta di sale o la plastilina spingere, schiacciare, arrotolare e pizzicare la plastica offrono un buon campo di allenamento per i muscoli della mano e il controllo della forza necessario per spostare oggetti con precisione.

Infilare perline, pasta o piccoli bottoni su un filo migliora la concentrazione, aumenta la coordinazione occhi-mani e rafforza la precisione del gesto.

• Giochi con le dita e filastrocche motorie aiutano a migliorare la consapevolezza corporea e la destrezza digitale.

Materiali utili

Materiali utili

Scegliere il giusto strumento può facilitare l’apprendimento delle impugnature corrette. Ad esempio ad un bambino che impara a suonare il violino serve uno strumento delle sue dimensioni, così a chi impara a scrivere ha bisogno di matite corrispondenti a mano e forza.

Ecco alcuni strumenti consigliati:

Matite triangolari questo tipo favorisce l’impostazione corretta delle dita e impedisce la presa scorretta. Sono perfette per coloro che sono ancora in età scolare o iniziano la scuola primaria.

Impugnature ergonomiche pe matite e penne per guidare le dita nella posizione corretta.

Penne dalla presa facilitata, o dotate di una sezione triangolare, per rendere più naturale la scrittura.

Diversi tipi di strumenti grafici (matite, pennarelli, pastelli e penne cancellabili) alternati tra loro possono aiutare il bambino a migliorare l’impugnatura e adattare la posizione in modo più consapevole sin dall’inizio.

L’ impugnatura corretta non può esistere se non stabilisce una postura consona e comoda. se la postura è scorretta anche la scrittura ne risente perché il corpo e la mano lavorano in sinergia.

Ecco alcune semplici regole:

Piedi ben poggiati a terra, il bambino deve sentirsi stabile senza avere le gambe penzolanti o incrociate. Schiena dritta ma rilassata.
Non bisogna assumere posizioni scomode intorno al foglio che si sta guardando: ciò rende la muscolatura della spalla tesa e limita il movimento del polso negli spazi ristretti.

Gomiti appoggiati al tavolo, anche questo ulteriore accorgimento garantisce equilibrio e stabilità nei movimenti.

Luce dal lato opposto alla mano che scrive
I destrimani dovrebbero avere la luce proveniente da sinistra, i mancini da destra, in modo da evitare ombre e avere una visione libera durante la scrittura.

Altezza adeguata del tavolo di lavoro che deve essere proporzionato al bambino; una sedia troppo bassa o troppo alta interferisce con la postura e dunque con la scrittura.

Insegnare al bambino a capire la posizione giusta dei piedi, schiena, braccia e mano, come punto di partenza.

Quando preoccuparsi e come intervenire

Come intervenire

Ogni bambino è diverso nei propri tempi di sviluppo, tuttavia ci sono alcuni segnali chiari di difficoltà dell’impugnatura e motoria.

Riconoscerli per tempo è fondamentale per evitare che la difficoltà si trasformi in una cattiva abitudine o sia causa di frustrazione per il bambino.

Segnali di difficoltà

Un bambino che presenta problemi nell’impugnatura della matita può manifestare piccoli comportamenti o atteggiamenti che, se osservati attentamente, raccontano molto delle sue difficoltà.
Ecco i più comuni:

  • Si stanca facilmente durante la scrittura o il disegno la mano si affatica rapidamente, il polso può dolere, o il bambino cambia spesso posizione per cercare sollievo.
  • Tiene la matita troppo vicino o troppo lontano dalla punta questo errore altera l’angolo visivo e riduce il controllo, rendendo la scrittura poco precisa.
  • Esercita una pressione eccessiva sul foglio i tratti risultano marcati, il foglio si buca o si rovina; segno che il bambino compensa la scarsa stabilità della presa con la forza.
  • Evita attività di pregrafismo o disegno spesso preferisce giochi che non richiedono uso della matita o rifiuta di colorare, poiché percepisce il gesto come faticoso o frustrante.
  • Muove l’intero braccio invece delle dita durante il disegno si nota un movimento ampio e rigido, tipico dei bambini che non hanno ancora sviluppato la motricità fine necessaria per la scrittura.
  • Lettere molto grandi o disordinate un segnale che il controllo del gesto grafico è ancora inaffidabile.

Questi indicatori, se persistenti, non devono essere sottovalutati: non si tratta solo di una “brutta calligrafia”, ma di una difficoltà che può influenzare la sicurezza, l’autostima e il piacere di apprendere del bambino.

Cause comuni

Le cause di una presa disfunzionale possono essere molteplici e spesso si intrecciano tra loro. Alcune riguardano lo sviluppo motorio, altre l’ambiente o la mancanza di esperienze manuali adeguate.

Tra le più frequenti troviamo:

  • Ritardi o fragilità nella motricità fine la mano non ha ancora la forza e la precisione necessarie per mantenere la posizione corretta delle dita.
  • Uso di strumenti grafici inadeguati matite troppo sottili, lunghe o scivolose possono scoraggiare il bambino e favorire prese scorrette.
  • Scarsa osservazione da parte degli adulti spesso l’impugnatura viene trascurata nei primi anni, e ci si accorge solo successivamente del problema solo alla scuola primaria, quando è già più difficile correggerlo.
  • Mancanza di esercizi di manipolazione bambini che trascorrono molto tempo davanti a schermi digitali o non svolgono attività manuali (modellare, tagliare, costruire) sviluppano più lentamente la coordinazione delle dita.
  • Fattori emotivi o attentivi un bambino ansioso o con scarsa concentrazione può impugnare in modo rigido per paura di “sbagliare”.

Come sottolineano gli esperti pedagogisti dell’età evolutiva, ogni caso è unico, ma capire la causa è il primo passo per intervenire efficacemente.

Chi può aiutare

insegnante bambini

Quando la difficoltà persiste nonostante l’impegno e gli esercizi quotidiani, è consigliabile rivolgersi a figure specializzate che possano osservare il gesto grafico in modo professionale e proporre strategie personalizzate.

Le principali figure di riferimento sono:

  • Insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria, che possono segnalare precocemente eventuali difficoltà e integrare nella didattica giochi di pregrafismo e attività motorie.
  • Pediatri, che possono valutare la motricità globale e indirizzare verso specialisti specifici se necessario.
  • Terapisti occupazionali o rieducatori della scrittura, professionisti formati per analizzare il gesto grafico, la postura e la presa, proponendo percorsi di rieducazione personalizzati.

In ogni caso, un percorso di rieducazione della scrittura non è una “lezione di calligrafia”, ma un vero e proprio allenamento motorio e percettivo. Attraverso esercizi mirati, giochi manuali, schede di pregrafismo e l’uso di impugnature ergonomiche o matite facilitate, il bambino può finalmente smettere di usare la presa scorretta e riscoprire fluidità, precisione e piacere nel disegno e nella scrittura. Il ruolo dell’adulto genitore o insegnante resta quindi fondamentale per: osservare, incoraggiare e offrire gli strumenti giusti. Ciò significa accompagnare il bambino nel suo percorso di crescita armonioso e sereno, in cui la scrittura diviene nuovamente quello che dovrebbe essere ovvero esprimersi liberamente, senza fatica e con gioia.

Impugnatura Matita e DSA

Le difficoltà di impugnatura si correlano con i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La disgrafia infatti costituisce un fattore di rischio per l’insorgenza di questa patologia, il disturbo specifico della scrittura che si caratterizza in particolare per la difficoltà di eseguire tracciati privi di interruzioni anomale e leggibili. Utilizzare dimensioni adeguate e mantenute omogenee al variare della grandezza della scrittura e dall’ incapacità a regolare il movimento in base al ritmo voluto. Il bambino disgrafico, inoltre, mostra segni di scarsa regolazione della pressione della mano, una tensione muscolare eccessiva nell’impugnatura e posture scorrette.

Un’impugnatura disfunzionale, in questi casi, diventa una sorta di “ostacolo aggiuntivo”:

  • il bambino si concentra più sul tenere la matita che sul contenuto da scrivere,
  • il gesto grafico risulta rigido, discontinuo o irregolare,
  • e spesso si associa a dolori o affaticamento precoce, che riducono la motivazione e l’autostima.

Per questo motivo, nei bambini con DSA o difficoltà grafo-motorie, la rieducazione dell’impugnatura rappresenta un tassello fondamentale del percorso di supporto.

Strategie per bambini con DSA

impugnatura ergonomica

Il percorso di accompagnamento deve essere personalizzato, graduale e motivante, basato su attività che uniscano il gioco all’apprendimento. L’obiettivo non è solo “scrivere meglio”, ma rendere la scrittura più accessibile e piacevole, riducendo lo sforzo motorio e migliorando la fiducia nelle proprie capacità.

Ecco alcune strategie efficaci:

  • Utilizzo di penne e matite con impugnature ergonomiche

Le impugnature ergonomiche guidano le dita verso la posizione corretta e aiutano il bambino a ridurre la tensione muscolare. Ne esistono di diverse forme e materiali, e la scelta deve essere adattata alle caratteristiche individuali del bambino.
Un’impugnatura personalizzata può fare una grande differenza: alleggerisce la mano, stabilizza la presa e migliora la qualità del tratto, favorendo un’esperienza di scrittura più confortevole.

  • Schede di pregrafismo e esercizi mirati

Le schede di pregrafismo e gli esercizi pregrafici aiutano a rinforzare le abilità grafo-motorie di base: linee, curve, tratti verticali e orizzontali diventano veri e propri allenamenti per la coordinazione oculo-manuale.
È utile proporre attività progressive, che passino dal gioco motorio grossolano (tracciare con pennelli o sulla sabbia) alla precisione del tratto fine, sempre rispettando i tempi e le capacità del bambino.

  • Alternanza di attività di scrittura e manipolazione

Nei bambini con DSA, alternare momenti di scrittura con momenti di manipolazione è fondamentale per mantenere viva l’attenzione e per rafforzare i muscoli della mano.
Attività come modellare la pasta da gioco, infilare perline, strappare carta o usare le pinzette non sono semplici giochi, ma veri esercizi terapeutici per il miglioramento del controllo e la resistenza muscolare.
Inoltre, questo approccio riduce la frustrazione e permette al bambino di vivere la scrittura come un  aspetto naturale del proprio percorso di crescita e non come un compito gravoso.

  • Supporto di un bambino Disgrafico Tutor DSA

Il Disgrafia Tutor DSA è una figura professionale specializzata nel supporto ai bambini con difficoltà grafo-motorie e disgrafia. Attraverso un percorso strutturato e motivante, il tutor:

  • osserva il gesto grafico e l’impugnatura;
  • propone esercizi su misura per migliorare la postura, la pressione e il movimento;
  • utilizza strumenti compensativi e tecniche ludiche per facilitare l’apprendimento;
  • collabora con famiglie e insegnanti, creando una rete educativa coerente e continuativa.

Grazie a questo lavoro integrato, il bambino può recuperare fiducia nelle proprie capacità, migliorare la qualità del tratto e, soprattutto, ritrovare il piacere di scrivere, senza ansia o dolore.

Un messaggio importante per genitori e insegnanti

Quando si parla di impugnatura e DSA, è importante ricordare che non esiste un’unica soluzione valida per tutti. Ogni bambino ha i suoi tempi, il suo stile motorio, le sue esigenze. L’importante è farlo con una sensibilità giusta, con gli strumenti adeguati e senza pressioni e giudizi affrettati. L’obiettivo non è una scrittura corretta, ma una scrittura comprensibile ed omogenea. Con il supporto di adeguati professionisti e la collaborazione tra di essi, ogni bambino può acquisire la propria autonomia ed autostima.

Sono Marta Cappello professionista nel settore pedagogico e grafologico. Da ormai molti anni guido bambini, genitori e insegnanti in un percorso che li porta alla scoperta e alla consapevolezza del meraviglioso mondo legato alla scrittura, alla motricità fine ed al miglioramento delle abilità  grafo-motorie. Sono anche una Tutor DSA, una professionista specializzata nel sostegno e nel supporto ai bambini che incontrano difficoltà durante la scrittura o nel prendere la penna, difficoltà spesso correlate a disturbi specifici dell’apprendimento, note come disgrafia.

La storia che mi ha condotto al mio lavoro di educatrice della scrittura è in realtà una storia unica di passione per l’educazione e la riabilitazione del gesto grafico. Nel corso degli anni, ho sviluppato un metodo e delle strategie che, credo fermamente, faranno sì che ogni bambino non solo impari a scrivere nel modo corretto, ma che lo faccia vivendo un’esperienza positiva, piacevole e motivante. E credo che scrivere bene non sia scrivere in modo perfetto formalmente, ma con tranquillità, senza alcuna fatica o ansia, e con la giusta dose di autostima.

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Il mio approccio ​

Ogni bambino è unico, e per questo ogni percorso che propongo è personalizzato.
Durante le mie consulenze e nei percorsi di educazione e rieducazione, parto sempre dall’osservazione del gesto grafico, dei quaderni e dell’astuccio: analizzo la postura, la presa della matita, la posizione delle dita, il movimento del polso e di tutto l’arto superiore e non ultime la pressione esercitata sul foglio e l’occupazione dello spazio.
In casi specifici somministro test per valutazioni specifiche.

Da queste osservazioni nasce un piano di lavoro su misura, che combina:

  • esercizi di motricità fine e coordinazione,
  • giochi grafomotori e attività di pregrafismo,
  • scelta di strumenti ergonomici personalizzati,
  • e strategie motivazionali per rafforzare l’autostima e la fiducia del bambino.

Il mio metodo è strutturato sulla collaborazione attiva tra tutor, famiglia e scuola. Solo attraverso una comunicazione costante e un lavoro condiviso è possibile ottenere risultati duraturi ed efficaci.